Storia

D.CASA

L'Enopolio di Calcinelli

LA STORIA


L’Enopolio di Calcinelli, in prossimità della frazione di Calcinelli, risale alla fine degli anni ‘50 e rientra nella politica di riqualificazione delle produzioni vitivinicole italiane attuata dalla Federazione Italiana dei Consorzi Agrari nel dopoguerra in svariate zone d’Italia e in questa in quanto regina della produzione del Bianchello.

Da quanto si legge nella documentazione dell’epoca, l’immobile voluto dal Consorzio Agrario di Pesaro, avrebbe avuto lo scopo di valorizzare “il ben noto Bianchello che per le sue caratteristiche organolettiche consente la produzione di un vino tipico e la conseguente possibilità di realizzare sui mercati i maggiori ricavi nell’interesse di tutti i conferenti”.

La struttura di Calcinelli doveva delinearsi, quindi, come innovativa e funzionale per quegli anni in quanto, come si legge dai documenti pervenuti fino a noi dagli archivi, dotata di una capacità ricettiva iniziale di 25.000 quintali che poi, mediante un progetto di ampliamento, avrebbe raggiunto i 50.000 quintali.

 

IL RESTAURO


Si scelse di procedere al recupero dell’Enopolio di Calcinelli, riconvertendolo al nuovo utilizzo ma conservandone la storia e la sua importanza, in quanto unicum, sul territorio, di quel periodo storico.

Il progetto del recupero edilizio dell’Enopolio vede la firma dell’architetto Roberto Calcagnini, che, forte della sua specializzazione in recuperi edilizi ed allestimenti espositivi o museologici, ha incentrato il tema architettonico del progetto sulla valorizzazione dei volumi architettonici esistenti e sulla leggerezza di impatto delle strutture e dei materiali usati per l’arredo funzionale interno del complesso.

Anche la scelta dei materiali, infatti, elemento determinante nella messa in opera di un progetto, è strettamente legata alla possibilità di impattare nella maniera più leggera possibile l’ambiente precostituito. Da qui l’utilizzo di acciaio e vetro, putrelle in ferro a vista e legnami non trattati che possano rispettare la natura del luogo.

 

NUOVO STORE DI MAROTTA


Il nostro amore per la storia. La nostra passione per il futuro

“[...] In Marotta di Mondolfo è stata aperta al pubblico nel 1945 una cappella in un garage dei fratelli Polverari dedicata a San Giuseppe nella quale vengono celebrate le funzioni a cura dell’arciprete di Mondolfo il mitico Don Osvaldo Federicomi, il primo parroco di Marotta fu Don Ezio Mancini e dobbiamo a lui se il 22 maggio 1955 monsignor Ravetta vescovo di Senigallia pose la prima pietra per la costruzione della nuova chiesa dedicata a San Giuseppe che verrà aperta al culto il 31 maggio 1956 [...]”

Il vecchio birrificio dei Fratelli Polverari e un piccolo luogo di culto. Dalla produzione alla preghiera.

Questa è la storia antica del luogo magico che oggi ospita il nostro nuovo store di Marotta. Da sempre abbiamo creduto nell’importanza di far rivivere luoghi storici. A Marotta, abbiamo voluto ripensare e riqualificare una storica struttura urbana, riportando in vita un luogo dalle mille anime. Crediamo che nella forza ispiratrice dei luoghi, nella loro capacità di custodire nel tempo storie affascinanti. Come in una casa, il passato serve per dare fondamenta al futuro. Quella forza la percepiamo quotidianamente muovendoci tra gli ambienti di questa nuova location.

 


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